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O la sovranità popolare o l'abisso con gli elettori PDF Stampa E-mail
di Antonio Sarigu   
Giovedì 10 Gennaio 2013 21:20

In questi giorni il solito malessere stagionale mi ha messo qualche giorno fuorigioco, ma non mi sono perso quello che è accaduto nella formazione delle liste nei giorni successivi alle Primarie.


 

Ci eravamo lasciati con il 30 dicembre con il successo delle primarie per l'elezione dei rappresentanti al Parlamento, l'ennesimo successo delle Primarie. Le stesse elezioni primarie hanno dato la possibilità ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti, che come sappiamo, non è possibile con l'attuale legge elettorale. Prima di tanti Partiti e movimenti il PD si è avvicinato agli elettori e ai cittadini, ridando quello che la legge elettorale gli ha tolto da anni: la possibilità di scegliere i candidati al Parlamento.

Le Primarie sono state oltre che un successo, un grosso impegno di tanti militanti, semplici cittadini che hanno lavorato gratuitamente, togliendo del tempo ai familiari e hanno, anzi, contribuito al finanziamento al Partito.

Sapevamo tutti, inoltre, che era presente un regolamento che assegnava il 10% al nazionale dei posti in lista.

Ma la composizione delle liste è stato tutto il contrario rispetto a ciò che è stato scelto dagli elettori, per diversi motivi:

1) il numero dei posti in lista riservati al nazionale, è stato notevolmente superiore a quello previsto dal regolamento 5 posti sui 12 eleggibili, oltre il 40%, diminuendo notevolmente  i posti utili per chi si è presentato ad una competizione elettorale come le primarie.

2) un rovesciamento del risultato delle primarie, dove chi ha perso le primarie è stato messo in lista prima di chi ha vinto le primarie stesse. Senza discutere il merito o le capacità dei singoli, la cosa più importante in democrazia è sempre indiscutibilmente la volontà popolare.

3)nei primi 5 posti (4 sicuramente eleggibili), la lista al Senato è composta completamente da soli uomini

4)sinceramente non capisco il motivo di candidare Luigi Manconi, al quarto posto al Senato.

5) vorremo sapere chi è l'esponente dei socialisti che viene proposto in Sardegna e che toglierà un posto ad un sardo, votato dai sardi nelle primarie.

Ora per tutto ciò che ho sintetizzato, la proposta votata dal nazionale è irricevibile.

Dalla direzione regionale in corso in queste ore, mi arrivano notizie di dichiarazioni sconcertanti e sorprendenti del tipo "le primarie erano solo delle consultazioni", che sembra  "avete votato? bravi! Ma poi tanto decidiamo noi.."

Ritengo il Partito Democratico un progetto unico nel panorama nazionale, che con altri, nella mia comunità ho contribuito a fondare e a far crescere e non intendo andar via anche dopo una simile decisione antidemocratica, ma combattere all'interno per un partito diverso, dove i cittadini possano conoscere, decidere e scegliere.

Il voto della Direzione nazionale alle liste al parlamento, deve però essere rettificato al più presto e questa sembra la decisione che prenderà la Direzione regionale, se così non sarà, credo che lo scontro su una diversa visione del Partito diverrà molto aspra e io sono sicuro dove mi troverò a quel punto.

Il Pd si trova ad un bivio o si avvicina ai cittadini dandogli la possibilità di scelta, portando sicuramente un grande beneficio al Partito stesso o si scava un abisso con i cittadini, che diverrà sempre più difficile da colmare.

Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Gennaio 2013 00:14
 

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