image1 image2 image2 image2 image2 image2 image2 image2 image2
Impressioni a margine dell'iniziativa "Il nostro tempo" PDF Stampa E-mail
di Gianni Sanna   
Lunedì 24 Ottobre 2011 18:32

Sentinella, quanto resta della notte? E la sentinella risponde: venite, viene il mattino!” . “Noi siamo questo”.

E’ di don Dossetti la frase. L’ha citata Debora Serracchiani, concludendo l’iniziativa “ Il nostro tempo”, promossa insieme  al nostro Pippo Civati sabato e domenica a Bologna. Nella cornice di Piazza Maggiore. Nel cuore della città di Romano Prodi. La dove nacque l’Ulivo e dove batte forte il cuore del popolo democratico.

 

E dove la notte ha lasciato il posto al mattino appunto. Ma non solo nella dotta Bologna. Per quel che ho potuto vedere e soprattutto ascoltare. Ho sentito la brezza del mattino e visto  la luce del giorno a Torino attraverso l’intervento di Ilda Curti; a Ferrara  con quello di Paolo Calvano, segretario provinciale; a Venezia e Milano, con un assessore della prima città e con il grande Stefano Boeri; a Roma con Zingaretti; a Cagliari con l’intervento del nostro Thomas; a Napoli con quello di un grande De Magistris; ho sentito parlare con competenza di politiche fiscali nell’intervento di Ernesto Ruffini , Filippo Taddei e Pietro Modiano; di politiche sulla cittadinanza nell’intervento di Seble Woldeghiorghis e non solo… ; di politiche per la scuola e per il lavoro; di politiche per la difesa dell’ambiente e del territorio; di politiche per i diritti delle persone con lo splendido Scalfarotto.

Io ero lì con l’emozione di un ragazzino e con la curiosità di chi non si rassegna all’idea che la giovinezza sia solo un fatto anagrafico. Per due giorni, nonostante il freddo,  ho avvertito un brivido caldo nella schiena. Ed ho capito perché nonostante le delusioni, i migliori non battono mai la ritirata, non migrano cercando un posto al sole della notte delle convenienze, che alla fine non riscalda mai e non illumina la strada. Aspettano l’alba.  Anche se costa fatica ed anche  l’amarezza di qualche irrisione.

Si preparano  all’’alba, si. Che comunque arriva sempre, e che naturalmente ha il sopravvento sulla notte, anche se quest’ultima stavolta è sembrata davvero  interminabile. Che rivela, certo non inaspettatamente,  il volto di una nuova classe dirigente pronta a prendere il timone non solo del partito ma anche dei ruoli delle responsabilità istituzionale. E che questa volta non si farà rubare il proprio tempo, anche perché l’Italia non può proprio  più permetterselo.

Competenza, un lavoro inossidabile negli angoli più diversi di questo lunghissimo Paese, a contatto stretto con movimenti ed organizzazioni di quella che Pippo ha definito  giustamente la società civilissima.

E’ stato un momento di buonissima politica. Va detto.  A tutti, soprattutto a quelli che non c’erano. L’impegno politico ed amministrativo visto –  anche e soprattutto – dall’angolo visuale di coloro che poi ne misurano i risultati. Sul piano degli effetti e delle opportunità.

Diceva Debora nel suo intervento che  “ noi siamo quelli che pensano  che la politica possa ancora emozionare, possa  piacere,  possa ancora unire” e che l’iniziativa di Bologna non è stata fatta per creare la diciassettesima corrente. “ Non faccio politica da tanto, ma una cosa l’ho capita. Per fare la corrente, la si fa nel sottobosco. Non si fanno le iniziative. Quelle cose lì riescono in quel modo là “.  Ed ha ragione, quanto ha ragione.

E Pippo concludendo la due giorni in un crescendo coinvolgente ha lanciato la sfida: “ Portiamo questa generazione al governo del Paese e facciamolo con costanza, perché a noi gli eventi ci piacciono anche il giorno dopo, mae ci piace anche il giorno dopo giorno. Quotidianamente. …  Abbiamo aspettato un po’ di tempo il nostro tempo…   A noi interessa davvero fare il partito democratico, è una sfida impossibile?, sembra difficilissimo ?, ma noi vogliamo fare questo..  Col rispetto per chi è venuto prima ma anche con la certezza di poter raccontare una storia anche noi. A noi il dibattito su chi si candida e come interessa molto poco. E’ importante aprire una  discussione. E che questa discussione sia fatta per il bene del Paese. E che la scelta sia la migliore possibile. Però rispetto ad un problema io voglio dire una cosa.  E non siamo stati noi a porlo questo problema. Se qualcuno vuole affermare che i ruoli di segretario e di candidato premier vanno distinti, allora le due questioni vanno affrontate entrambe, insieme. Che si voti l’anno prossimo o nel 2013, i nostri elettori dovranno poter scegliere un candidato premier e un segretario nazionale che lo sostenga con determinazione. Con lo spirito però del nostro tempo. E quando sarà il momento, in ogni caso, nella lealtà, nella collaborazione, nel progetto politico, noi ci saremo e ci saremo fino in fondo“.

Il messaggio di Debora e Pippo non è criptato. E’ chiaro così come è stata  limpida la giornata bolognese.  E si trasmetterà per tutto lo stivale. Velocemente. Con i mezzi che non potranno mai essere “costretti”.  E’ arrivato il momento di sollevare le serrande ed aprire le porte, anche laddove non sono mai state sigillate. Perché la società civilissima possa incontrarci e magari anche invaderci. E perché noi possiamo rappresentarla con autorevolezza perché ne abbiamo compreso problemi ed aspettative.

Venerdì e sabato a Baradili proveremo a farlo in Sardegna. Con tutto il Pd sardo. Anche in questo caso non potrà essere solo un evento. Perchè dopo Baradili dovrà seguire il giorno dopo giorno. Quel quotidianamente che ci permeterà di riannodare un filo che in Sardegna – per tanti motivi – è stato purtroppo prematuramente spezzato.

Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Ottobre 2011 18:33
 

Unpassoavanti.net utilizza i cookies per offrirti una navigazione e un servizio migliori To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information