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Alluvione 22 ottobre 2008: per non dimenticare PDF Stampa E-mail
di Antonio Sarigu   
Venerdì 06 Maggio 2011 14:34

Per non dimenticare la terribile giornata del 22 ottobre 2008, quando l'alluvione ha colpito Monserrato e Capoterra (facendo tanti danni e purtroppo anche dei morti in quest'ultima città) vi allego uno studio dell'Ordine dei Geologi di Cagliari.

Alluvione Monserrato foto 1

 

In questo studio sono elencati i precedenti casi di alluvione nella Sardegna meridionale a partire dal 1795. Come vedrete gli episodi sono tanti e si ripetono nel tempo più volte nella nostra città. Per molti studi metereologici, inoltre, l'effetto serra, accentuerà i fenomeni di siccità e piovosità. In futuro quindi, potremo avere anni di grande siccità, alternati a fenomeni di piovosità accentuata in un breve lasso di tempo. Diciamolo chiaramente il 22 ottobre 2008 e' stata una pagina dolorosa per la nostra città, ma e' stata una fortuna che nessuno si sia fatto male e purtroppo poteva accadere.

E in futuro? Occorre investire subito in opere provvisionali, che possano limitare eventuali danni, già per il prossimo autunno, per esempio: apertura nuove caditoie nelle zone a monte e a valle della SS554, pulizia straordinaria delle caditoie, dei canali di scolo e dei rii esistenti.

Alluvione Monserrato foto 2

Occorre investire in infrastrutture più complesse che possano abbassare il grado di rischio idrogeologico che oggi è previsto dal PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) in molte zone della nostra città. Ma per far questo occorrono molti soldi e molto tempo, occorrono i progetti, la realizzazione, e infine, il collaudo del Genio Civile. E poiché probabilmente ci aspettano tempi di vacche magre, occorrerà fare scelte su dove e su come spendere i nostri soldi.

Occorre un diverso approccio sull'utilizzo del territorio da parte dei cittadini e dell'amministrazione: tolleranza zero agli abusi edilizi in zone a rischio idrogeologico; sensibilizzazione dei cittadini al problema idrogeologico. Di questi temi si è parlato anche in un incontro della coalizione del Centrosinistra, per la definizione del programma elettorale in vista delle prossime amministrative e il tema è presente nel programma della coalizione, ma credo che la strada che dobbiamo percorrere sia solo all'inizio, e allora per non dimenticare, ecco l'elenco degli eventi alluvionali e dei danni dal 1795 nell'area vasta di Cagliari:

Breve cronistoria degli eventi alluvionali accaduti nella Sardegna meridionale

2008, mattina del 22 ottobre - Nubifragio nel settore di Capoterra e dell’hinterland cagliaritano. Gravi allagamenti a Capoterra (Poggio dei Pini, Frutti D’oro II, Su Loi), Pirri e Monserrato. Allagamenti anche nelle campagne di Sestu ed Elmas. In territorio di Capoterra, tra Poggio dei Pini e Fruttidoro II; muoiono annegate 4 persone. Un’altra vittima viene segnalata a Sestu.

1795 - Grave inondazione interessa l’abitato di Pirri e le campagne circostanti.

1796, 5 Ottobre - Grave inondazione a Pirri e nelle campagne circostanti. Ci furono 6 vittime tra la popolazione.

1796, 27 Ottobre - Inondazione a Pirri e nelle campagne circostanti
1797 - Inondazione a Pirri senza gravi conseguenze

1847 - Alluvione nel Campidano meridionale con distruzione del ponte della Scaffa.

1856, 28 Ottobre - Prime ore del mattino: un’alluvione interessa l’abitato di Pirri (alluvione di S. Simone). Si contò una vittima, un donorese che fu trascinato dalle acque con il suo cavallo fino allo stagno di Pauli.

1867 - Alla siccità nel primo semestre dell’anno seguì l’invasione delle cavallette ed infine si verificò un inondazione che causò, a Pirri, una vittima nei pressi della Via Chiesa.

1868 - Grave inondazione dell’abitato di Selargius con distruzione di gran parte della cittadina. Seguirono la carestia e le epidemie di malaria e colera.

1869 - Si presentarono ancora fenomeni meteorologici estremi con inondazioni seguiti da siccità per tutto il Campidano di Cagliari.

1881 - Alluvione a Quartucciu: il corso d’acqua chiamato s’Arriu che divide in due il paese esondò provocando innumerevoli danni.

1889, 5 Ottobre - Una violenta tempesta colpisce alle sei del mattino tutta l’area di Cagliari ed in particolare i paesi di Pirri, Monserrato, Selargius, Quartucciu e Quartu. Dopo non più di 2 - 3 ore di intense precipitazioni i paesi furono pressoché distrutti e si contarono decine di morti e migliaia di senzatetto. A Pirri vi fu una vittima, una donna di nome Defenza Lecca. Questa alluvione verrà ricordata come la grande alluvione del Campidano di Cagliari, e spingerà il Governo a prendere i primi provvedimenti per la salvaguardia dei centri abitati dell’area a Sud-Est del Campidano.

1892 - La notte tra il 21 ed il 22 Ottobre una violenta perturbazione interessò tutto il Campidano di Cagliari. In particolare vennero colpiti i centri di Assemini, Decimo, San Sperate e Elmas. I danni maggiori si ebbero a S. Sperate che fu letteralmente distrutta. Le vittime furono 200. Anche gli altri centri subirono molti danni materiali e perdite di vite umane ma in misura minore rispetto a S. Sperate.

1893 - La notte tra il 28-29 novembre un furioso nubifragio interessò tutta l’area del Cagliaritano. Pirri fu inondata e le acque raggiunsero il metro e mezzo; la strada per Cagliari fu interrotta e si contarono innumerevoli danni. Le cose andarono peggio per Monserrato, Selargius, Quartucciu e Quartu S.E. sul versante orientale, mentre sul versante occidentale fu colpita Elmas dove si lamentarono 2 vittime tra i residenti, come a Selargius.

1898 - Alluvione nel Campidano meridionale. Come già avvenuto nel 1847, venne distrutto il ponte della Scaffa.

1929 - La notte tra il 7 - 8 ottobre un forte nubifragio colpì il settore sud e sud-ovest della Sardegna. I maggiori danni vennero registrati a Uta; seguirono Siliqua, Villaspeciosa, Domusnovas, Iglesias, Decimoputzu, Villaperuccio, Vallermosa, Cagliari e Narcao. A Uta si registrarono i maggiori danni in termini umani, con il decesso di una madre e dei suoi due figlioletti. In termini economici i danni vennero valutati in circa due milioni di lire.

1929, 9-10 Novembre - Una alluvione interessò nuovamente le campagne del Campidano di Decimomannu, già provate dall'alluvione del mese di ottobre, con molti danni all’agricoltura.

1930, 10-14 Febbraio - L'evento meteorologico durò circa 5 giorni e interessò in modo particolare le zone del Campidano di Cagliari, con i comuni di Decimomannu, Uta, Decimoputzu e Villaspeciosa. Dalle ore 06.00 del mattino del giorno 10 Febbraio 1930, un violento temporale durato quasi 12 ore consecutive provocò innumerevoli danni agli edifici ed alle campagne di Decimomannu e Villasor.

1939 - Il pomeriggio del 31 agosto un violento nubifragio provocò una devastante inondazione a Pirri. Il paese fu improvvisamente sommerso dalle acque che in alcune zone superarono i 2 metri. Si contarono 2 vittime: un bambino di 10 anni, Piero Lai, ed un operaio. Altre persone si salvarono a stento aggrappandosi a degli alberi o per l’intervento dei soccorritori. Vi furono oltremodo innumerevoli danni agli edifici ed alla viabilità.

1946 - Notte tra il 26-27 ottobre. Un nubifragio investì il giorno 26 ottobre tutta la Sardegna provocando intensissime precipitazioni su tutto il suo territorio ed in particolare nel settore Orientale e Meridionale nonché nell’algherese. Le piogge cadute sul Campidano di Cagliari, con i comuni di Elmas, Assemini, Sestu e Monastir, raggiunsero intensità notevoli (fino a due millimetri al minuto). Gli effetti più disastrosi si ebbero nella zona di Sestu e Elmas, dove una enorme massa d'acqua dovuta alla piena violenta e al conseguente straripamento del rio Marreu, investì i centri abitati travolgendo le abitazioni e provocando una quarantina di vittime. Le umili costruzioni di fango non riuscirono a frenare l'ondata che colpì maggiormente anziani e bambini. Le piogge in questa zona cominciarono a cadere verso le 22,00 del 26 ottobre mentre verso le 23,30 dello stesso giorno l'ondata di piena attraversò Sestu dirigendosi verso Elmas, per poi deviare in direzione NW-SE proseguendo verso lo stagno di Santa Gilla, nel quale si trovarono nei giorni successivi buona parte dei cadaveri. A Sestu il livello delle acque raggiunse i due metri, ben poca cosa rispetto ai quattro metri registrati ad Elmas, dove successivamente alla prima ondata, le acque si stabilizzarono su un'altezza di un metro circa.

1951, 15-19 ottobre - La pioggia cadde dal 15 sino al 19 ottobre, smettendo nel meridione dell'isola e proseguendo verso l’Ogliastra e il sassarese per qualche giorno. Nel cagliaritano i danni più ingenti furono a Flumini di Quartu e a Capoterra, dove furono allagate le campagne per un totale di 1200 ettari.

1953, 16 marzo - Diversi temporali allarmarono le popolazioni della Sardegna ed in particolare a Cuglieri, a Decimomannu e nell'Ogliastra, dove si era ancora alle prese con i danni provocati dal maltempo del 1951.

1957, 22 gennaio - L'evento interessò l'Ogliastra, i paesi del Gennargentu, la zona di Serramanna e quella dei monti del Sulcis nonché il Campidano di Cagliari. A Cagliari si registrano 108 mm di pioggia. I danni più ingenti si ebbero nelle campagne di Serramanna.

1961, 22 - 23 novembre - L'evento interessò diversi comuni del Campidano di Cagliari e della piana del Cixerri tra cui Decimomannu, Decimoputzu, Assemini, Uta, Elmas, Sestu, Capoterra, Siliqua, Villasor, Villaspeciosa e la zona industriale di Macchiareddu. Le precipitazioni ebbero inizio nella giornata dal 22 e terminarono in pratica il giorno successivo.

1965, 17-18 e 25 ottobre - Dopo le piogge intense del 17-18 che colpirono le regioni settentrionali ed orientali dell’Isola i fenomeni si localizzazione nella giornata del 25 nel Campidano di Cagliari coinvolgendo oltre al Capoluogo anche i comuni di Uta, Assemini, Capoterra e Pula dove vi furono ingenti danni e molte furono le operazioni di salvataggio.

1985, 28-29 ottobre - Le precipitazioni iniziarono nella zona di Cagliari e Capoterra, nella notte tra sabato 27 e domenica 28 Ottobre; smisero durante la giornata del 28 per riprendere verso le 13 del giorno successivo con uguale intensità. Le piogge del giorno 29 interessarono invece la zona del Sarrabus.

1986, 14-17 ottobre - Le zone interessate furono il Cagliaritano e Capoterra, già colpite dall'alluvione del 1985, con la differenza questa volta il nubifragio fu molto più violento, con precipitazioni assai elevate, accompagnate da isolate trombe d'aria. La piena del rio Santa Lucia fu responsabile dell'inondazione della piana di Capoterra-Poggio dei Pini-Saline Contivecchi-Maddalena spiaggia. Determinante anche l'apporto di una certa quantità d'acqua del rio Cixerri, il quale però riuscì a trovare immediatamente sbocco a mare, attraverso lo stagno di Santa Gilla. Da un certo punto di vista si osservò che il merito di aver tenuto distinti i due corsi d'acqua (il rio Santa Lucia e il Cixerri), spettava ai vecchi canali delle saline.

1988, 1 ottobre - L'evento interessò le zone di Teulada, Domus De maria e Pula. Le fortissime precipitazioni localizzate in precisi versanti montuosi, iniziarono nelle primissime ore del giorno 1 ottobre. Nel volgere di poche ore sull'impervio canalone che costituisce il letto del rio Mannu, si riversò una vera e propria valanga d'acqua, proveniente dalle quote più elevate di Punta Sebera e Punta Calamixi. In queste cime per tutta la notte violenti temporali avevano ingrossato i torrenti, provocando inoltre numerosi fenomeni franosi che avevano immediatamente avuto ripercussioni sul naturale deflusso delle acque.

1990, 9 ottobre - Un'ondata di maltempo colpì la provincia di Cagliari ed in particolare le zone attorno al capoluogo quali Capoterra, Uta, Assemini, San Sperate, Sestu, Dolianova e del Sulcis (Carbonia, San Giovanni Suergiu, Tratalias). A Capoterra i danni all'agricoltura furono notevoli ed in particolare vennero compromessi i raccolti di colture pregiate; il danno maggiore fu comunque la distruzione pressoché completa di decine di serre.

1999, 11-12-13 novembre - Un'ondata di maltempo colpì la provincia di Cagliari ed il Sarrabus. La violenta perturbazione provocò un’alluvione che colpì Capoterra, Assemini e Uta: i danni furono ingentissimi e ci furono 2 vittime. In 8 ore caddero 376 mm di pioggia.

2002, 9 ottobre - Un nubifragio si abbatte su Cagliari ed hinterland. A Pirri l’onda di piena provoca innumerevoli danni e pone a serio rischio la vita dei cittadini. In venti minuti cadono 28 mm di pioggia.

2002, 11 novembre. A distanza di circa un mese un altro nubifragio si abbatte su Cagliari ed hinterland provocando nuovamente gravi allagamenti a Pirri e Monserrato.

2004, 6 dicembre - Piogge intense colpiscono tutta la Sardegna ma a Villagrande Strisaili (Ogliastra) caddero in poche ore oltre 500 mm di pioggia provocando ingentissimi danni e la morte di due persone.

2005, 5-6 aprile - Un nubifragio si abbatte su varie zone della Sardegna meridionale determinando numerose inondazioni e gravi danni alle colture e alle attività. Particolari danni si hanno in territorio di Pula, Domus De Maria, Sarroch e Capoterra. Inondazioni anche a Solanas.

2005, 13 novembre - Un nubifragio si abbatte su Cagliari ed hinterland - Pirri viene nuovamente inondata: le acque superano il metro d’altezza.

2006, 25 settembre - Un nubifragio si abbatte su Cagliari ed hinterland durante la notte ed il primo mattino (24-25 Settembre) - Pirri viene duramente colpita e le acque invadono buona parte del centro abitato.

2006, 13 Novembre - Ore 12.00: un nubifragio si abbatte su Cagliari ed hinterland causando innumerevoli allagamenti - Per la prima volta la protezione civile interviene preventivamente in alcune aree a rischio.

2007, 4 maggio - Intense precipitazioni determinano numerosi allagamenti nel territorio di Pula.

2008, mattina del 22 ottobre - Nubifragio nel settore di Capoterra e dell’hinterland cagliaritano. Gravi allagamenti a Capoterra (Poggio dei Pini, Frutti D’oro II, Su Loi), Pirri e Monserrato. Allagamenti anche nelle campagne di Sestu ed Elmas. In territorio di Capoterra, tra Poggio dei Pini e Fruttidoro II; muoiono annegate 4 persone. Un’altra vittima viene segnalata a Sestu.

 

Studio ordine dei geologi

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Maggio 2011 14:55